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Scriveva il 18 marzo
1968, quasi quarant’anni fa, Robert Francis Kennedy, detto Bob, senatore
degli Stati Uniti d’America:
“Non troveremo né uno scopo a livello nazionale né soddisfazione
personale nella mera continuazione del promosso economico,
nell’accumulare a non finire beni terreni. Non possiamo misurare lo
spirito nazionale basandoci sul Dow Jones, né i risultati della nazione
basandosi sul Prodotto Interno Lordo.
Perché del Prodotto Interno Lordo fa parte l’inquinamento dell’aria,
fanno parte le ambulanze che liberano le nostre autostrade dopo ogni
carneficina. Fanno parte le serrature speciali per le porte delle nostre
case e le celle per coloro che le scassinano.
Il Prodotto Interno Lordo comprende la distruzione delle sequoie e la
morte del lago Superiore. Aumenta con la produzione di napalm e missili
e testate nucleari… Include… la trasmissione di programmi televisivi
che, per vendere merce ai nostri figli, glorificano la violenza.
E se il Prodotto Interno Lordo comprende tutto ciò, c’è anche molto che
non comprende. Non rende conto della salute dei nostri cari, della
qualità della loro istruzione, del loro piacere di giocare.
È indifferente al carattere dignitoso delle nostre fabbriche come alla
sicurezza delle nostre strade. Non include la bellezza della nostra
poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza del nostro
dibattito pubblico o l’integrità dei nostri pubblici funzionari…
Il Prodotto Interno Lordo non misura né la nostra intelligenza, né il
nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra erudizione, né la
nostra compassione né la devozione al nostro Paese. Misura tutto,
insomma, tranne ciò che dà valore alla vita, e può dirci tutto
sull’America tranne se siamo fieri di essere americani.”
Credo che queste poche
parole esprimano chiaramente le motivazione per cui abbiamo scelto di
proporre un ciclo di incontri centrato sul tema del benessere e della
qualità della vita nella nostra città.
Se da un lato, infatti, tutti gli indicatori di tipo economico dicono
che viviamo in una delle zone più ricche non solo d’Italia o d’Europa ma
del mondo intero, dall’altro ci rifiutiamo di pensare che il “vivere
bene” sia solo questione di soldi.
Con questo e i prossimi incontri ci proponiamo di riflettere sulle cose
che davvero contano e danno valore alla nostra vita, in questo contesto
ambientale e in questo tempo storico.
Per questa riflessione, abbiamo chiesto l’aiuto di alcune persone che,
per motivi e con ruoli diversi, si occupano di questi temi.
Il prossimo incontro
(giovedì 26.10, settimana prossima), ci aiuterà a capire quali sono gli
indicatori comunemente utilizzati per valutare la qualità della vita in
una città (Prof. Paolo Pegorer); di conseguenza, proveremo a valutare
dove si colloca la nostra Città rispetto a questa scala di valori,
scegliendo il punto di vista del responsabile dei Servizi Sociali della
nostra ASL (Dr. Luigi Casagrande).
Tre settimane di riflessione individuale (o tra amici) e poi (giovedì
16.11) un incontro per conoscere uno strumento che da qualche tempo è a
disposizione delle amministrazioni e dei cittadini e che potenzialmente
rappresenta una opportunità efficace per esprimere un giudizio sulle
scelte amministrative di una città. Lo strumento è quello del “Bilancio
Sociale” e rappresenta il tentativo di rendicontare non solo gli aspetti
economici, i quali sono tipici del classico bilancio annuale e che
normalmente risulta incomprensibile a molti, amministratori compresi, ma
anche di considerare gli effetti delle scelte amministrative
coinvolgendo tutti i diversi portatori di interesse, cittadini compresi.
Anche in questo caso, un tecnico (prof. Lino Sartori) e un dirigente di
amministrazione (dr.ssa Daniela Giacomin, Comune di Jesolo) ci
porteranno il proprio contributo.
Per finire, giovedì 30.11, sant’Andrea Apostolo, chiusura col botto:
attorno allo stesso tavolo ci saranno i 4 sindaci di Fossalta, Musile,
Noventa, San Donà: potranno dirci la loro sui temi affrontati e potranno
rispondere alle domande che, nel corso di questi incontri, emergeranno.
Presentare Gianni
Secco è da una parte inutile (tutti lo conoscono), dall’altra pericoloso
(c’è sempre il rischio di dimenticare qualcosa tra le mille che fa e
che, se del caso, dirà lui).
Abbiamo pensato a lui perché, pur essendo ai più conosciuto come artista
comico, cabarettista, cantante, conduttore televisivo… soprattutto è
persona che usa la testa e cerca di stimolare gli altri a farlo.
Anche la canzone con cui è diventato famoso, guarda caso “i Venessiani”,
altro non è che il tentativo di metterci davanti al naso, come si
trattasse di uno specchio, piccoli e grandi vizi e virtù del nostro
essere veneti o veneziani.
Sarebbe curioso sapere come nascerebbe oggi, a distanza di 30 anni, il
testo di quella canzone e, in fondo, è ciò ch’egli abbiamo chiesto, vale
a dire: dal suo osservatorio privilegiato, dirci come siamo e come siamo
cambiati, e lui con noi.
Avendo l’opportunità di navigare nello spazio (alla ricerca di comunità
di veneti in tutti i Paesi del mondo) e nel tempo (con la valorizzazione
delle nostre radici culturali), gli risulta facile fare paragoni tra
modi diversi di interpretare la vita e il relativo “bene-essere”.
Ci aiuterà, infine, a corroborare o smentire il detto tipico di molti
nostri veci: “se stea meio co se stea pezo”.
Per risolvere questo dilemma, questa sera siamo tutti coinvolti, io,
Gianni, voi e a tutti chiediamo di mettersi in gioco rispetto alle
provocazioni che Gianni ci lancerà.
Andrea Cereser |