Gli itinerari

PADRE SIRO PELLIZZARO

I nostri missionari - 7 - di Marco Franzoi

E' nato a Fiorentina nel 1933, ordinato sacerdore salesiano è partito per l’Ecuador nel 1953. La sua attuale destinazione e Sucúa (Ecuador).

Padre Siro Pellizzaro partì ventenne dall’Italia con l’obbedienza del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ziggiotti, di operare tra gli indigeni Shuar, i “Kivari”. Da allora tutta la vita missionaria del nostro concittadino si è svolta tra questa popolazione dell’oriente ecuadoriano.
Il suo arrivo nella foresta (1955), nella prima destinazione missionaria, fu rocambolesco. Da poco tempo era infatti possibile raggiungere alcuni centri tramite l’aereo. Ebbene, in fase di atterraggio, il pilota che lo stava trasportando a
Sucúa aveva fatto un’operazione maldestra, sicché l’aereo aveva toccato terra violentemente, adagiandosi con un’ala in un fosso: tutti i passeggeri, compreso l’allora chierico Pellizzaro, dovettero essere tirati fuori a forza dall’aereo, che per miracolo non prese fuoco, altrimenti sarebbero tutti morti. Questo fu il “battesimo” missionario del nostro concittadino sacerdote salesiano.
P. Siro Pellizzaro è nato il 9 luglio 1933 a San Donà di Piave. La famiglia (tre figli maschi e due femmine) è originaria di Fiorentina, dove Siro frequentò i primi tre anni delle scuole elementari; terminò le elementari e le medie all’Oratorio Don Bosco, dove conobbe i salesiani.
Si iscrisse poi al primo anno di ragioneria all’istituto Paolo Sarpi di Venezia. Proprio in quel primo anno di scuola superiore nacque in lui la vocazione sacerdotale. Così, indirizzato dal direttore salesiano don Domenico Moretti, seguì gli studi classici nell’aspirantato di Trento.

Dopo il diploma ginnasiale, entrò nel noviziato di Albarè (VR), per continuare con con gli studi di filosofia a Brescia. Fece allora la sua richiesta per le missioni, in particolare per il
Mato Grosso. Poi, tenendosi in contatto epistolare con un suo compagno che operava in Ecuador tra le popolazioni indigene, chiese ed ottenne di poter lavorare tra gli Shuar. 
Partì in nave il 22 novembre del 1953, arrivando al porto di Guayaquil dopo venticinque giorni. Da qui risalì le Ande fino alla capitale Quito, dove continuò gli studi di filosofia e cominciò a studiare la cultura shuar.
Da tirocinante, dopo il rocambolesco arrivo a Sucúa, si recò con tre giorni di cammino nella sua prima missione, Yaupí, nel sud-est amazzonico dell’Ecuador, in pieno territorio kivaro. 
Lì, per due anni, il chierico Pellizzaro fu incaricato dell’internato per ragazzi
Shuar, seguendoli nella scuola e, quindi, nei pomeriggi nel lavoro dei campi. 
In questa prima esperienza tra la popolazione indigena iniziò ad imparare la lingua natia. Molto utili furono le passeggiate nella selva, in cui i ragazzi gli insegnavano i nomi dei vari animali e piante, che lui scriveva certosinamente nell’agenda. Insomma, cominciò a conoscere i miti, la lingua, ad alimentarsi come loro; imparando i lavori di artigianato (fabbricazione di cesti), divenne maestro credibile anche agli occhi dei capi villaggio.
La modalità dell’operare missionario di p. Siro Pellizzaro fu quindi da subito secondo i principi dell’“inculturazione”, precorrendo quelli che furono poi i precetti segnati nel Concilio Vaticano II per l’evangelizzazione. Tutta la sua vita missionaria, p. Siro la ha spesa nelle missioni del vicariato apostolico di Mendez.
I suoi studi antropologici e l’esperienza diretta tra gli Shuar lo hanno portato alla pubblicazione di numerosi libri: la prima grammatica scientifica della lingua shuar (pubblicata nel 1969), poi una raccolta della mitologia (una quindicina di libri), dei riti delle celebrazioni shuar e di circa 5000 canti; un dizionario enciclopedico di prossima pubblicazione. Inoltre, tutti i libri usati del seminario per indigeni di Sucúa da lui fondato e gestito, li ha tradotti in lingua shuar.
Dal seminario di Sucúa sono già partiti circa 350 ministri laici, che lavorano nei vari villaggi, distribuendo la comunione, facendo esorcismi; inoltre attualmente si stanno formando una quindicina di diaconi permanenti sposati, che benedicono i matrimoni e celebrano i battesimi.

Nel 1981, inoltre, ha fatto la professione di fede la prima suora shuar dell’ordine da lui fondato, le
“Mari nua” (letteralmente “donna-Maria”), attualmente in sei, che lo coadiuvano nell’impegnativo lavoro di apostolato e nel seminario.

i nostri missionari/padre siro pelizzaro/2005