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Salesiano, è nato a San Donà di
P. nel 1938. Partito per l’Ecuador nel 1962,
è stato ordinato sacerdote nel 1966 a Bogotà (Colombia).
Attualmente si trova a Porto Morona, in Ecuador.
I suoi genitori (la
mamma era di famiglia Cibin), originari di Fiorentina, si erano
trasferiti in una casa dove la Via Marconi fa una curva, così Giancarlo
Zanutto nacque a San Donà di Piave il 9 dicembre del 1938.
Le scuole elementari (l’edificio è ancora presente) le ha frequentate
a Fiorentina, dove nel frattempo si era trasferita la famiglia, sotto
l’insegnamento delle due maestre Marì Roma e Lea Padovan.
Quella di queste due stimate maestre fu certamente non solo formazione
scolastica, ma anche del cuore, visto che della stessa classe elementare
di don Zanutto facevano parte, tra gli altri, p. Sergio Sorgon (morto
martire in Madagascar nel 1985), p. Gino Sorgon, sr. Antonietta Tardivo
e sr. Maria Rosa Pellizzaro (tutti missionari in Brasile).
Svolge le medie a San Donà, nel periodo in cui si ammalò suo padre. In
quegli anni frequenta anche l’Oratorio
Don Bosco e, tra le figure che più lo colpiscono, c’è il
coadiutore salesiano sig. Antonio Domenico Dal Santo, con il quale fonda
il gruppo degli Amici Domenico Savio (ADS) nel 1955.
A causa della malattia del papà, fu mandato poi a continuare gli studi
dai salesiani di Pordenone. Lì, con professori quali don Carlo De
Ambrogio (fondatore del GAM) e don Antonio Zuliani, fiorì la sua
vocazione religiosa salesiana. Sempre a Pordenone, tra gli assistenti
c’è anche il sig. Carlo Businello, attualmente coadiutore al Don
Bosco di San Donà.
Nel 1955 il Zanutto inizia il noviziato ad Albarè di Costermano (VR)
dove, tra i compagni di studi, c’è anche Giuseppe (Beppi) Arvotti
(coadiutore a San Donà). Proprio alla fine di quell’anno muore il papà,
seguito due anni dopo dalla mamma, entrambi molto giovani.
Seguono i quattro anni di filosofia a Nave (BS) e Cison di Valmarino.
Proprio in quel periodo fa domanda ai superiori per le missioni. Un
episodio che può essere sintomatico per la sua scelta missionaria, p.
Zanutto lo individua in quell’occasione in cui lui e gli altri del
gruppetto di giovani seguiti ed infervorati dal coadiutore salesiano Dal
Santo si strinsero attorno all’allora chierico Siro
Pellizzaro (sandonatese) in partenza per
l’Ecuador, sotto il porticato delle sedi dei gruppi, all’Oratorio di
San Donà.
Alla fine del secondo anno di tirocinio a Mogliano Veneto (1962), il
chierico Giancarlo Zanutto ed altri dieci compagni di studi partono per
l’Ecuador. Il 3 novembre del ’62 approdano a Guayaquil, per portarsi
poi a Cuenca, nell’altipiano ecuadoregno.
La prima settimana è molto dura fisicamente per il Zanutto ed un suo
compagno, tanto che il loro superiore li avvisa che se, dopo averli
mandati in missione, sarebbero stati ancora male, li avrebbe rispediti a
casa. Fu allora che Giancarlo Zanutto a bordo di un biplano arriva nelle
missione amazzonica di Bomboyza, dove ricevette l’incarico di seguire
i ragazzi indigeni a scuola e nel loro lavoro negli orti. Inizia così
la sua lunga esperienza missionaria tra la popolazione Shuar.
Continua poi con gli studi di teologia a Bogotà, fino alla sua ordinazione,
nella stessa città, nel 1966. Gli anni nella città colombiana sono
stati molto importanti, poiché si è creato un gruppo per approfondire
gli studi antropologici e culturali specifici per operare con questa
popolazione indigena “kivara”. Molto importante per tale formazione
è stato il contributo di p. Siro Pellizzaro, che ha gettato le prime
basi della moderna grammatica in lingua shuar.
Una volta ordinato sacerdote, p. Giancarlo per tre anni fa il
missionario itinerante, fino a quando diviene direttore nelle missioni,
organizzando la pastorale missionaria e gli internati.
Per sei anni poi, dal 1989, organizza a Sucúa un programma di educazione a
distanza, cioè il Sistema di Educazione Radiofonica Bilingue
Interculturale Shuar (SERBISH), nelle due lingue spagnolo e shuar, con
più di 5000 allievi distribuiti sulla superficie amazzonica e che raggiunge
anche zone dove per le enormi distanze
sarebbe difficile aprire una scuola. Il programma educativo fu
idealizzato dal salesiano piemontese p. Alfredo Germani, con l’intento
di far incontrare le due culture, l’autoctona shuar e l’occidentale.
Finalmente, nel 1995, a 15 km dal paese - abitato da coloni bianchi - di
San Giuseppe di Morona (a circa 25 km da Sucúa), p. Zanutto costruisce
il centro missionario di Porto Morona, in cui vengono formati gli
operatori pastorali, i maestri della selva, i dirigenti ed autorità dei
villaggi.
P. Giancarlo lavora al centro di Porto Morona come direttore e, una
volta al mese, torna alla comunità salesiana di Mendez. In questa che
è una delle “comunità missionarie disperse”, il missionario lavora
assieme a collaboratori laici ed ha avuto anche la visita di alcuni
nostri concittadini sandonatesi.
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