Gli itinerari

ARBITRO: MORETTO di San Donà

Giuseppe Toffolo in "Sandonàdomani"  3/1991

Anche l'arbitro e uno sportivo. - dico - Nei novanta minuti di gara, quanti chilometri percorre di corsa l'uomo del fischietto? 
-Può farne anche trenta - spiega Mario Moretto l'ex arbitro di serie A. 
Il primo e l'unico sandonatese. Oggi ha cinquantaquattro anni. Ha dovuto ritirarsi dall'attività sulla soglia della quarantina. ancora molto giovane, quindi, come arbitro. Causa d'una fastidiosa sciatica. Moretto, nella sua lunga carriera, ha diretto più di cinquecento partite. 
-Che doti sportive deve possedere un arbitro? 
-Deve essere molto ben preparato atleticamente. Diciamo che deve essere un buon mezzofondista. 
- In quanti secondi correva, lei, i cento metri? 
-Al massimo della forma, in dodici. 
-E quali doti intellettuali deve avere l'arbitro? 
-Attenzione, prontezza di riflessi e resistenza. Lo stress e la tensione durante i novanta minuti della gara possono diventare insopportabili per chi non é preparato, per chi non ha una grande passione per quello che fa. 
-Lei, Moretto, che tipo d' arbitro era? 
- Io preferivo prevenire, più che punire. Perciò cercavo subito il dialogo coi giocatori. 
Mario Moretto, classe 1937, comincia la sua carriera di arbitro a diciott'anni. Con molta onesta, ammette d' aver abbracciato tale carriera perché come giocatore, non era riuscito a sollevarsi gran che al di sopra della mediocrità. Ci tiene a ricordare che vi fu avviato dall'avvocato Davanzo e d'aver avuto i suoi esordi presso l'Oratorio Don Bosco. Oggi, naturalmente, rimane nell' ambiente, partecipando attivamente alla vita della Sezione AIA di San Donà. Una sezione molto prospera, pare, poiché conta oggi centodieci arbitri. 
Moretto dice che "si é data un nuovo look" con la nuova sede in Galleria Viduzzi. Presidente e Mario Iseppi. Le periodiche riunioni sportive si tengono al Palazzetto dello Sport. 
- Com'e, moralmente, l'ambiente degli arbitri? Tentano spesso di corromperli? - chiedo. 
- Ci sono, si, dei tentativi di corruzione. Ma forse c'erano più nel passato che oggi. 
- Ci hanno mai provato con lei? 
- No.Ma una volta mi sono accorto che due squadre, in un incontro internazionale, s' erano accordate sottobanco. Ho denunciato la cosa senza esitare. 
- Le tappe della sua carriera?
- Ho arbitrato un centinaio di partite in serie B e una settantina fra serie A e gare internazionali. 
- Ha conosciuto dei grandi campioni? 
- Conoscevo molto bene tutti i campioni della nostra squadra nei mondiali dell' 82. Ho conosciuto anche molti campioni stranieri. Ricordo in particolare Crujiff. Alla fine dell'incontro di Coppa dei Campioni CSK - Ajax, venne a sedersi con me nello spogliatoio, s'accese una sigaretta e rimase a chiacchierare per un buon quarto d' ora. 
- Ha conosciuto anche personaggi famosi, al di fuori dell' ambiente del calcio? 
- Moltissimi: industriali, attori, politici. Ho conosciuto Gianni Agnelli. Ero spesso invitato a ricevimenti, feste e premiazioni. 
- L'episodio che ricorda con più simpatia? 
- Fu quando arbitrai una partita di Serie C, un derby romagnolo tra Imola e Cattolica. Dovemmo ritardare di mezz'ora l'inizio della partita. Motivo: un giocatore era andato a sposarsi. Arrivò di corsa, seguito dalla sposa ancora vestita di bianco. La piazzò in tribuna ed entro in campo... 
-Vinse, almeno, la sua squadra? 
- No. La partita finì in pareggio. 
- L'episodio più sgradevole? 
- Avvenne a Pescara, durante l' incontro P escara - Bari. Gli spettatori tentarono un'invasione di campo. Senza che me ne accorgessi uno scalmanato m'arrivo alle spalle, armato d'un randello. Se i Carabinieri non fossero stati pronti ad intervenire, chissà che legnata avrei preso... 
- L' arbitroMoretlo, ha avuto una buona stampa? 
- Direi di si, nel complesso. Ricordo che Gianni Brera. il quale non disdegna la buona tavola ed il buon vino, mi definì una volta "l'arbitro che non sa di tappo"... 
- Ha mai sbagliato una direzione di partita? 
- Una volta. Stavo arbitrando un incontro di Serie A, tra il Bologna e la Sampdoria. Conduceva il Bologna per due a zero. Ad un certo punto io fischio un rigore nettissimo contro la Samp. II rigore viene calciato, ma il pallone coglie il palo ed io, non molto convinto, mi lascio sfuggire un colpo di fischietto, perché mi pare che il rimbalzo sia stato ripreso subito dallo stesso tiratore della penalty (la cosa non é infatti consentita dal regolamento). Punizione a due, in area. Il gioco riprende, ma senza conseguenze. Io, nel frattempo, continuo a riflettere su quel colpo di fischietto che m'é scappato senza volere. Mi distraggo, così non concedo un nuovo calcio di rigore (che poi, alla moviola risulterà nettissimo) in favore ancora del Bologna... 
- Pazienza - dico. Tutto sommato non ha fatto un gran danno... 
- Eh, ma non é mica finita! A venti minuti dalla fine, la Samp accorcia le distanze e, poco dopo, devo fischiare in suo favore un altro calcio di rigore... 
- Una partita grintosa... - dico io. 
- Una partita che sarebbe dovuta finire per il Bologna sui quattro a uno, finisce invece, per colpa mia, in pareggio. Fu l'unica volta che dovetti lasciare lo sladio nel cellulare della polizia...

A parte quest'episodio, Moretto e stato un gran arbitro ed ha fatto onore a San Donà. I più vecchi forse hanno ancora nell'orecchio la voce degli annunciatori radiofonici del sabato sera che, elencando le partite del totocalcio, annunciavano anche i nomi degli arbitri. 
Si ricordano, vero, la voce che scandiva "Arbitro: Moretto di San Donà di Piave? Bisogna dirlo, faceva piacere. 

Oggi i suoi due figli ne calcano le orme sui campi di gioco. I Moretto come i Lo Bello, dunque?.. Glielo auguriamo di cuore. 

gli itinerari di ieri / mario moretto / marzo 1991