Gli itinerari

il 22 novembre 1953...

a cura di Marco Franzoi

...Padre Siro Pellizzaro partiva per l’Ecuador, dopo aver ricevuto l’obbedienza del Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ziggiotti, di operare tra gli indigeni Shuar, i “Kivari”. 
Da allora tutta la vita missionaria del nostro concittadino salesiano si è svolta tra questa popolazione dell’oriente ecuadoriano.

Il suo arrivo nella foresta (1955), nella prima destinazione missionaria, fu rocambolesco, come ricorda sorridendo lui stesso.  
Da poco tempo era infatti possibile raggiungere alcuni centri tramite l’aereo. Ebbene, in fase di atterraggio, il pilota che lo stava trasportando a Sucúa aveva fatto un’operazione maldestra, sicché l’aereo aveva toccato terra violentemente, andandosi ad incastrare con un’ala in un fosso: tutti i passeggeri, compreso l’allora chierico Pellizzaro, dovettero essere tirati fuori a forza dall’aereo, che per miracolo non prese fuoco, altrimenti sarebbero tutti morti. Questo fu il “battesimo” missionario del nostro concittadino sacerdote salesiano.

Padre Siro Pellizzaro è nato il 9 luglio 1933 a San Donà di Piave. 
La famiglia (tre figli maschi e due femmine) è originaria di Fiorentina, dove Siro frequentò i primi tre anni delle scuole elementari; gli altri due anni delle elementari e le medie le frequentò all’Oratorio Don Bosco, dove conobbe i salesiani.  
Si iscrisse poi al primo anno di ragioneria all’istituto Paolo Sarpi di Venezia, continuando a frequentare ancora l’Oratorio. Proprio in quel primo anno di scuola superiore nacque in lui la vocazione sacerdotale. Così, indirizzato dal direttore salesiano don Domenico Moretti, seguì gli studi classici nell’aspirantato salesiano di Trento (è stato suo compagno di studi di allora anche un altro sandonatese salesiano, don Giancarlo Botter ora a Genova).  
Preso il diploma ginnasiale, entrò nel noviziato di Albarè (VR), per continuare poi con con gli studi di filosofia a Brescia. Fece allora la sua richiesta per le missioni, in particolare per il Mato Grosso. Poi, tenendosi in contatto epistolare con un suo compagno che operava in Ecuador tra le popolazioni indigene, chiese ed ottenne di poter lavorare tra gli Shuar.

Partì in nave il 22 novembre del 1953, arrivando al porto di Guayaquil dopo venticinque giorni, nel periodo della Novena di Natale. 
Da qui risalì le Ande fino a Quito, capitale dell'
Ecuador, dove continuò gli studi di filosofia e cominciò a studiare la cultura Shuar.
Da tirocinante, dopo il rocambolesco arrivo a Sucúa, si recò con tre giorni di cammino nella sua prima missione, Yaupí, nel sud-est amazzonico dell’Ecuador, in pieno territorio kivaro.
Lì, per due anni, il chierico Pellizzaro fu incaricato dell’internato per ragazzi Shuar, seguendoli nella scuola e, quindi, nei pomeriggi nel lavoro dei campi.  
In questa prima esperienza tra la popolazione indigena iniziò ad imparare la lingua natia. Molto utili furono le passeggiate nella selva, in cui i ragazzi gli insegnavano i nomi dei vari animali e piante, che lui segnava certosinamente nell’agenda.  
Insomma, cominciò a conoscere i miti, la lingua, ad alimentarsi come loro; imparando i loro lavori di artigianato, divenne maestro credibile anche agli occhi dei capi villaggio.

La modalità dell’operare missionario di p. Siro Pellizzaro fu quindi da subito secondo la strada dell’“inculturazione”, precorrendo quelli che furono poi i precetti segnati nel Concilio Vaticano II per l’evangelizzazione.  
Tutta la 
vita missionaria, p. Siro l'ha spesa nelle missioni del Vicariato Apostolico di Mendez e Guailquiza. I suoi studi antropologici e l’esperienza diretta tra gli Shuar lo hanno portato alla pubblicazione di numerosi libri.  
Ricordiamo la sua prima grammatica scientifica della lingua shuar (pubblicata nel 1969), poi una raccolta della mitologia (una quindicina di libri), dei riti delle celebrazioni shuar e di circa 5000 canti; un dizionario enciclopedico di prossima pubblicazione. Inoltre, tutti i libri usati del seminario per indigeni di Sucúa da lui fondato e gestito, sono stati da lui tradotti in lingua shuar.  

Dal seminario di Sucúa sono già partiti circa 350 ministri laici che lavorano nei vari villaggi, distribuendo la comunione, facendo esorcismi; inoltre attualmente si stanno formando una quindicina di diaconi permanenti sposati, che benedicono i matrimoni e celebrano i battesimi. Uno di questi diaconi shuar sta invece seguendo la strada del sacerdozio.  
Nel 1981, inoltre, ha fatto la professione di fede la prima suora shuar dell’ordine da lui fondato, le
“Mari nua” (letteralmente “donna-Maria”), attualmente in sei, che lo coadiuvano nell’impegnativo lavoro di apostolato e nel seminario.

Sempre tra le popolazioni indigene del Vicariato Apostolico di Mendez operano altri due nostri concittadini missionari, p. Giancarlo Zanutto e p. Ernesto Bernardi.  

persone e personaggi / padre Siro Pellizzaro / 2003