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Lo spunto è
una conversazione fra amici. Pina raccontava d'una persona
rivista dopo più di quarant' anni. Una vita, gioie e dolori, ed un figlio
morto a sedici anni per un incidente sportivo. Erano signorinette insieme, anche se
quell'altra era un po' più vecchia. Inevitabile il "come eravamo", nel
1948 e dintorni. Dice
Pina: -
Sarà stato il
'47. C'era una grande povertà. Mi ricordo quando andavo a prendere il
latte, e mi fermavo con gli altri bambini davanti ad un forno del
pane... -
Una bottega?
-chiedo. -
No, uno di quei forni
all' aperto, davanti alle case dei contadini... quelli tondi... li
arroventavano con le fascine, poi facevano spazio sulla piastra e cocevano
il pane. Il profumo! Le "pagnotone" grandi così... Il pane bastava per una
settimana. .. -
Te le ricordi le
AM-lire? -
Ma sì, quelle dell'
amministrazione militare americana... Erano quadrate, un tipo era di color
rosso mattone... E i Tedeschi, te li ricordi? -
Mi ricordo un
rastrellamento. Eravamo .sfollati a Negrisia. I Partigiani avevano messo
una bomba. Vennero a prendere
gli uomini e li caricarono su un camion. ..Le donne che gridavano, si
aggrappavano alle sponde... Ne presero tre o quattro. Non tornarono più.
Mio fratello era scappato, abbandonando una bicicletta. Un soldato tedesco
la requisì. Mia madre, che parlava un po' la lingua, cercò di spiegare ad
un graduato che la bicicletta era mia. lo ero paralizzata dalla paura. Il
graduato alla fine parve convinto e disse al soldato: "Slassen!". Ce l' ho ancora negli orecchi:
"Slassen". Così disse, e il soldato mi riconsegnò la
bicicletta... -
"Slassen.. ."
-interviene Paolo -Probabilmente ha detto "Lasse!" -
lo mi ricordo
"Slassen"... Comunque io il tedesco non lo so...
Paolo racconta invece del bombardamento
di Palazzetto. -
Ero chierichetto
con don Evaristo Parisotto. Aveva una Guzzi 500 rossa fiammante. Gliela
invidiavano tutti. Davanti alla chiesa c'era il pass sul Piave. Dall'
altra parte, a Passarella, erano i Partigiani. L'aviazione alleata veniva
Spesso a mitragliare e spezzonare, per dissuadere i Tedeschi da passare il
fiume. Quella domenica io servivo al Vespero. Ad un certo punto arrivano i
caccia. Tutti se la danno a gambe levate. lo resto, e mi vedo ancora
immobile, sulla porta della chiesa, col turibolo e a navesea in man, a
guardar su agli aerei che scendevano in picchiata e mitragliavano tutto
ciò che si moveva... E i militari delle truppe d'occupazione, ve
li ricordate? ... -
Come no! C'era un
posto, sotto il ponte, dove distribuivano generi di conforto. Davano
cioccolata, biscotti ed arance. lo, era la prima volta che vedevo degli
agrumi e per molto tempo sono rimasto convinto che le arance fossero un
frutto esotico... No che eravamo noi i più grandi produttori, in
Sicilia...A San Donà , poi, c'erano tanti Nepalesi dell' esercito
britannico... -
Erano i famosi Gurka,
guerrieri terribili ... -
Noi ragazzi li chiamavamo
"i Nepal"... "Eco che 'riva i Nepal!', dicevamo... Quando entravano in
casa - noi ne abbiamo ospitato uno per un po' - si toglievano il turbante.
Erano begli uomini, gentili, capelli nerissimi, occhi di bragia e la pelle
olivastra ...
Siamo alla
vigilia elettorale, ed inevitabilmente il discorso cade sulle elezioni: -
Ve le ricordate quelle del 1948? -
Me le ricordo
sì. lo avevo poco più di dieci anni – dice Paolo - e facevo l'attivista
notturno della DC. Andavamo la notte
a staccare i manifesti
dei Comunisti. Era una guerra. Loro ci minacciavano e staccavano i
nostri... Nel '48 loro avevano una forza tremenda... Ricordo che una volta
ci fu un comizio comunista in Piazza Indipendenza. Era venuto uno dei loro
capoccioni... quello grosso, coi capelli tagliati a spazzola... Giorgio
Amendola, mi pare. La piazza era stracolma. Un mare di gente. lo mi
infilavo tra le persone. Ad un certo punto mi trovo vicino ad un'
esagitata attivista locale, un donnone enorme... Senza pensarci su, le do
un calcio alla gamba e scappo. Credo d'averle rotto le calze di nailon,
che a quei tempi erano una cosa molto preziosa... -
Come andavano le
cose nei seggi elettorali? -
lo mi ricordo lo
scrutinio del seggio all' asilo. Era presidente un professore d'origine
siciliana. Aveva la voce di Mike Bongiorno. Tiravano fuori le schede e le
dispiegavano sul tavolo. Poi gliele passavano e lui leggeva: "Scudo
crociato, scudo crociato, scudo crociato.. falce e martello, falce e
martello, scudo crociato, falce e martello". Alla fine aveva preso il ritmo e
sembrava cantasse la "Rumba delle noccioline". .. -
Certo - dice
Paolo - c'era un gran coinvolgimento … Ricordo don Piero Bellinaso, delle
ACLI. un pezzo d'uomo... ci
organizzava lui. Credo che qualche volta abbia anche fatto a cazzotti.
come don Camillo del Guareschi. -
Anche le donne
erano coinvolte - dice Pina - Mia mamma, quando passava davanti alla sede
del Partito Comunista, si faceva il segno della croce... Quelli vanno all'
inferno, mi diceva. ... Solo oggi, forse, si chiude quel capitolo della
nostra storia. Per la prima volta, voteremo senza condizionamenti
ideologici, anche se rimangono diffuse e deprimenti incrostazioni
culturali di quell' epoca. La curiosità per le scelte che faremo è grande,
perché il momento è di non-ritorno. Una cosa sola speriamo per i
nostri figli, ed è che gli Italiani non scelgano di diventare Terzo
Mondo. Le premesse ci sono
tutte. Perciò. qualunque altra cosa va bene. In bocca al lupo!... |