Gli itinerari

 

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Probabilmente ha detto "Lasse!"

Ovvero del prima e del dopo, come in un racconto di Giuseppe Toffolo, "Sandonàdomani", 3/92

Lo spunto è una conversazione fra amici. Pina raccontava d'una persona rivista dopo più di quarant' anni. Una vita, gioie e dolori, ed un figlio morto a sedici anni per un incidente sportivo. Erano signorinette insieme, anche se quell'altra era un po' più vecchia. Inevitabile il "come eravamo", nel 1948 e dintorni. Dice Pina:
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Sarà stato il '47. C'era una grande povertà. Mi ricordo quando andavo a prendere il latte, e mi fermavo con gli altri bambini davanti ad un forno del pane...
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Una bottega? -chiedo.
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No, uno di quei forni all' aperto, davanti alle case dei contadini... quelli tondi... li arroventavano con le fascine, poi facevano spazio sulla piastra e cocevano il pane. Il profumo! Le "pagnotone" grandi così... Il pane bastava per una settimana. ..
- Te le ricordi le AM-lire?
Ma sì, quelle dell' amministrazione militare americana... Erano quadrate, un tipo era di color rosso mattone... E i Tedeschi, te li ricordi?
Mi ricordo un rastrellamento. Eravamo .sfollati a Negrisia. I Partigiani avevano messo una bomba. Vennero a  prendere gli uomini e li caricarono su un camion. ..Le donne che gridavano, si aggrappavano alle sponde... Ne presero tre o quattro. Non tornarono più. Mio fratello era scappato, abbandonando una bicicletta. Un soldato tedesco la requisì. Mia madre, che parlava un po' la lingua, cercò di spiegare ad un graduato che la bicicletta era mia. lo ero paralizzata dalla paura. Il graduato alla fine parve convinto e disse al soldato: "Slassen!".  Ce l' ho ancora negli orecchi: "Slassen". Così disse, e il soldato mi riconsegnò la bicicletta...
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"Slassen.. ." -interviene Paolo -Probabilmente ha detto "Lasse!"
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lo mi ricordo "Slassen"... Comunque io il tedesco non lo so...
Paolo racconta invece del bombardamento di Palazzetto.

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Ero chierichetto con don Evaristo Parisotto. Aveva una Guzzi 500 rossa fiammante. Gliela invidiavano tutti. Davanti alla chiesa c'era il pass sul Piave. Dall' altra parte, a Passarella, erano i Partigiani. L'aviazione alleata veniva Spesso a mitragliare e spezzonare, per dissuadere i Tedeschi da passare il fiume. Quella domenica io servivo al Vespero. Ad un certo punto arrivano i caccia. Tutti se la danno a gambe levate. lo resto, e mi vedo ancora immobile, sulla porta della chiesa, col turibolo e a navesea in man, a guardar su agli aerei che scendevano in picchiata e mitragliavano tutto ciò che si moveva...
E i militari delle truppe d'occupazione, ve li ricordate? ...
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Come no! C'era un posto, sotto il ponte, dove distribuivano generi di conforto. Davano cioccolata, biscotti ed arance. lo, era la prima volta che vedevo degli agrumi e per molto tempo sono rimasto convinto che le arance fossero un frutto esotico... No che eravamo noi i più grandi produttori, in Sicilia...A San Donà ,  poi, c'erano tanti Nepalesi dell' esercito britannico...
Erano i famosi Gurka, guerrieri terribili ...
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  Noi ragazzi li chiamavamo "i Nepal"... "Eco che 'riva i Nepal!', dicevamo... Quando entravano in casa - noi ne abbiamo ospitato uno per un po' - si toglievano il turbante. Erano begli uomini, gentili, capelli nerissimi, occhi di bragia e la pelle olivastra ...

 Siamo alla vigilia elettorale, ed inevitabilmente il discorso cade sulle elezioni:

- Ve le ricordate quelle del 1948?
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Me le ricordo sì. lo avevo poco più di dieci anni – dice Paolo - e facevo l'attivista notturno della DC. Andavamo la notte     a staccare i manifesti dei Comunisti. Era una guerra. Loro ci minacciavano e staccavano i nostri... Nel '48 loro avevano una forza tremenda... Ricordo che una volta ci fu un comizio comunista in Piazza Indipendenza. Era venuto uno dei loro capoccioni... quello grosso, coi capelli tagliati a spazzola... Giorgio Amendola, mi pare. La piazza era stracolma. Un mare di gente. lo mi infilavo tra le persone. Ad un certo punto mi trovo vicino ad un' esagitata attivista locale, un donnone enorme... Senza pensarci su, le do un calcio alla gamba e scappo. Credo d'averle rotto le calze di nailon, che a quei tempi erano una cosa molto preziosa...
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Come andavano le cose nei seggi elettorali?
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lo mi ricordo lo scrutinio del seggio all' asilo. Era presidente un professore d'origine siciliana. Aveva la voce di Mike Bongiorno. Tiravano fuori le schede e le dispiegavano sul tavolo. Poi gliele passavano e lui leggeva: "Scudo crociato, scudo crociato, scudo crociato.. falce e martello, falce e martello, scudo crociato, falce e martello".  Alla fine aveva preso il ritmo e sembrava cantasse la "Rumba delle noccioline". ..
-  Certo - dice Paolo - c'era un gran coinvolgimento … Ricordo don Piero Bellinaso, delle ACLI.  un pezzo d'uomo... ci organizzava lui. Credo che qualche volta abbia anche fatto a cazzotti. come don Camillo del Guareschi.
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Anche le donne erano coinvolte - dice Pina - Mia mamma, quando passava davanti alla sede del Partito Comunista, si faceva il segno della croce... Quelli vanno all' inferno, mi diceva. ...
Solo oggi, forse,  si chiude quel capitolo della nostra storia. Per la prima volta, voteremo senza condizionamenti ideologici, anche se rimangono diffuse e deprimenti incrostazioni culturali di quell' epoca. La curiosità per le scelte che faremo è grande, perché il momento è di non-ritorno.
Una cosa sola speriamo per i nostri figli, ed è che gli Italiani non scelgano di diventare Terzo Mondo.  Le premesse ci sono tutte. Perciò. qualunque altra cosa va bene. In bocca al lupo!...

gli itinerari di ieri / Slassen! / marzo 1992