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In un’impresa
dell’operoso nord-est, market leader nel footwear,
customer oriented, con un buon trend di crescita nell’export
ed un Mibtel positivo nonostante gli asset tossici e gli
hedge funds in picchiata, in questa company, dunque,
collegata in joint-venture e con svariate branch nel
Far-East, le giornate cominciano sempre di buon mattino.
Al front office
della reception ci si collega subito al Web per contattare
qualche possibile start up. I manager, alcuni di ritorno
dal loro jogging quotidiano, ancora in trainers ed altri
con il jet lag addosso esibendo un understatement forzato,
durante il coffee break liberamente si confrontano e si
aggiornano sulle strategies di slow management da adottare
con il loro staff. Ritengono politically correct
offrire
servizi di mentoring e coaching, naturalmente in
outsourcing, agli executives. Questi, rinforzati nella loro
leadership, formuleranno plans per meeting e focus
group e scandiranno timing precisi di workshop in
team, nonché summit nella formula O.S.T.(open space
technology) scongiurando così il rischio di qualche sit-in
all’entrance del R&D (research and development). Qui le
extension sono sempre busy poiché, per non farsi distrarre
nel loro proficuo daily brainstorming, i chief tengono i
loro mobile in stand-by.
Si sa: i
competitors sono molti, le task del back office sono
sempre in progress, il core business è più che mai
centrato, le partnership essenziali, gli store necessitano
di restyling, il franchising è in improvement, i
franchisee sono da monitorare per non compromettere la propria
financial standing. Il background dei collaboratori deve
essere experienced e, per scongiurare il pericolo che pensino ad
altro job rivolgendosi a qualche head hunter li si deve
fidelizzare con training, benefits e facilities di
ogni genere. Qualcuno al solo vago sospetto del fantasma del mobbing
sul back stage propone interventi di outing, che
puntualmente vengono concessi, allo scopo di abbassare il livello di
stress e, step by step, alzare il sense of humour per
un buon clima interno ed una serena relationship con il
jet-set e con i vip.
Tutto il
management è business oriented, opera in full immersion
ed ha un buon feeling con la middle class. La mission
è condivisa da tutti. Alla Stock Exchange di N.Y. le shares
hanno buone quotazioni ed il prime rate è favorevole. Tutti gli
stake holders sono monitorati in real time, i target
degli end user ben definiti, l’environment è
eco-compatibile ed i test di sostenibilità regolari. Ogni feed-back
è positivo.
E’ in questo clima
che le segretarie, serie, preparate e di equilibrato professional
look, si muovono veloci come su skates motivate e
disponibili. Riconosciuta e rispettata la governance. Rarissimi i
misunderstanding. Inesistenti le vertenze con le Unions.
Buoni i rapporti con gli opinion leaders.
Perfino l’a.d., o
meglio il managing director, ha un cuore ed anche a lui ogni
assistant, dimostra empatia, gratitudine e spontaneamente agisce da
disinteressata yes- woman.
Ed
è sempre in questo clima che egli gratifica la sua più competente ed
affezionata stagista part-time, Deborah/Katiuscia che alterna il
suo job sharing con un flexible work, in interinale da
molti anni, appagata e fedelissima, onorandola talvolta anche con
task riguardanti il suo free-time. E’così che un bel giorno
le chiede, in atmosfera Friday-wear, raccomandandole voli low
cost di tipo fly&drive, di provvedere via e-mail al
booking – e fin qui, tutto OK- di qualcosa per lei incomprensibile,
oscuro e misterioso che la getta nello choc (ovvero shock).
Veramente lui desidererebbe solo un carnet di pièces per una certa Opéra
comique, per un’altra Opéra ballet come matinée e per alcune suites con
allemande, double, bourré, pavane e courante come prémière in grande
soirée al Petit Palais.
La
povera Deborah/Katiuscia, sconcertata, dovrebbe anche provvedere
all’acquisto on line, “online” l’aveva ben capito, dei vari
livret delle pièces con tutte le ouvertures. Per finire, secondo il buon
monsieur, single convinto, poteva essere un onore per lei,
qualificata e con molte comprovate skills, anche l’achat, presso
un noto atélier di Milano, di un paio di mises nuove complete di
robe-manteau, redingote e papillons en soie noire tant bien qu’ à pois.
Prima di cadere in transe (ovvero trance) completa colse che il
suo capo aveva pronunciato anche altre parole incomprensibili quali
divertissement, foyer, buvette, haute société, voyage en avion, boutique
e ordinateur. Fu a questo punto che la devota Deborah/Katiuscia,
percependosi out, uscì allo scoperto e con sussiego, tra le
lacrime in fil di voce sbottò: “Dottore, cosa mi succede? Condivido e
comprendo sempre ogni espressione del suo “dotto” linguaggio che ammiro,
ma in questo jargon sconosciuto lei assomiglia a suo padre ed io
non riesco proprio a seguirla ma mi diventa chiaro il significato di
gap generazionale! Perché non parla “in chiaro” as usual,
anche del suo entertainment?” Non aveva mai avuto la
consapevolezza, sorry l’awareness, la poveretta, che pur
possedendo un ricco, updated, business English vocabulary
poteva arrivare solo fino a
là…!!! |