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Ho
letto con molta attenzione l'articolo relativo al vicesindaco
Del Monte e al suo
manifestato rifiuto riguardo la "Città del
Piave".
Il sottoscritto, pur essendo stato un sostenitore attivo della coalizione
di centro destra alle ultime elezioni amministrative, non può non essere
d'accordo con "Sandonàdomani"
(e con il consigliere Mazzon) relativamente al fatto che la "Città
del Piave" potrà solo portare benefici e sviluppo a tutto
il polo sandonatese.
Evidentemente al signor Del
Monte sfuggono alcuni particolari che invece a noi sandonatesi
son ben chiari da tempo immemore.
D'altronde lui viene da Bologna e probabilmente non si è ancora integrato
sufficientemente con la nostra realtà.
A questo punto mi chiedo:era proprio necessario nominarlo vice sindaco?
Non si poteva puntare su qualcuno che avesse più coscienza riguardo alle
problematiche e agli interessi della nostra città?
Questo è il mio umile pensiero,
e vi pregherei di pubblicarlo.
Saluti cordiali.
A.
C. (e-mail firmata)
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Da quando
è entrato “on line” l’archivio sugli scrittori all’interno di
questo sito e, soprattutto dopo gli articoli apparsi sui giornali, ci
sono pervenute diverse e-mail che denotano una comune sorpresa per il
fatto che a San Donà ci siano molte persone che hanno pubblicato almeno
un libro. A tutti risponde uno dei curatori della rubrica. |
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Accanto alle
e-mail pervenute, molte persone mi hanno chiesto a voce informazioni
sugli autori di cui abbiamo trattato.
Ho notato, così, che c’è molta curiosità; sembra quasi che abbiamo
scoperto qualcosa, visto che la domanda che mi si pone con più
frequenza è: ”Scrittori?Ah, sì? Ce ne sono? E quanti?”.
Nella nostra ricerca ci siamo imbattuti in libri, più o meno famosi,
scritti tra l’inizio del novecento fino ad arrivare ai giorni nostri,
e lascia un po’ d’amaro sapere che la gente si disinteressi a
seguire la cultura locale (e non).
Purtroppo nella società di oggi la cultura passa in secondo piano, e
questo lo possiamo vedere anche all’interno di San Donà: di librerie
ne sono rimaste due (che possono essere considerate una sola,visto che i
proprietari sono i medesimi) e che di negozio di dischi, in centro, è
rimasto solo Musicanova, dopo la recente chiusura de La Classica.
A questo dobbiamo aggiungere, comunque, gli ipermercati.
Spuntano, invece, come funghi i negozi d’abbigliamento e quelli di
articoli sportivi.
Questo dà un metro di ciò che interessa alla gente; la mia speranza è
che iniziative come la nostra possano servire per riaccendere un po'
d'interesse nelle persone per tutto ciò che si possa ricollegare alla
cultura.
Giovanni Morgana |
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Un piccolo episodio recente mi è tornato a mente quando ho letto "I
xe lori che i comanda in Italia" nel vostro "Parlando
con la gente". Ve lo racconto.
Un paio di settimane fa il Consiglio Comunale ha approvato il nuovo
Regolamento per il commercio ambulante, insomma, par el mercà del
luni (ed anche altro, certo); presenti in aula numerosi - agitati -
commercianti e, forse anche aspiranti tali, in attesa del provvedimento.
Alcuni consiglieri in questi casi si rianimano, stuzzicati, più che dai
problemi amministrativi, dalla platea.
Uno - di minoranza - si è lanciato in una lunga, ma piuttosto confusa,
requisitoria contro le infelici scelte della maggioranza, dichiarandosi ad
un certo punto molto preoccupato per questo piano rovinoso che avrebbe
fatto perdere il posto in mercato a nostri concittadini che da anni
esercitano a tutto vantaggio "dei cinesi che si stanno prendendo
tutti i mercati".
A questo punto, un suo collega consigliere - di maggioranza - dopo aver
dichiarato per altro che non aveva letto il regolamento in questione, si
è dichiarato come sempre "attentissimo all'interesse dei nostri
concittadini" e quindi impossibilitato ad approvare qualsiasi
cosa avvantaggiasse gli stranieri nei confronti dei nostri compatrioti.
Il Regolamento in discussione discende da una legge regionale che lo
rende obbligatorio e gli articoli ripetevano quasi tutti per filo e per
segno le norme regionali (che l'illustre consigliere di minoranza ha
dichiarato di conoscere benissimo e di apprezzare moltissimo, essendo
politicamente affine alla maggioranza al governo in Regione); perciò, su
richiesta della minoranza si è proceduto alla lettura dei 6 soli articoli
in cui il Comune aveva introdotto delle regole a propria discrezione.
L'unico rilevante degli articoli in questione disciplinava la disposizione
degli appendiabiti per capi di abbigliamento rispetto agli ombrelloni che
riparano le bancarelle.
Purtroppo non credo che i due citati consiglieri se ne siano vergognati.
Forse non se ne sono neppure accorti.
Quanto si fa presto a
raccogliere e riseminare l'intolleranza. Saranno stati i consiglieri a
trasmetterla al commerciante de "I
xe lori..." o sarà stato lui a consegnarla loro col suo
voto ?
E di quanta Ragione avremo bisogno per impedirle di prosperare ? Ne avremo
abbastanza ?
E avremo abbastanza cuore?
Michele Marangon |