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Gentile Sindaco,
pubblichiamo ben volentieri
la sua lettera, come tutte quelle che ci pervengono, aggiungendo una breve
nota.
"Così dicono" non è
solo il segno di una mancata ricerca di dati certi, ma anche un modo per
interloquire; tra l'altro la nostra frequentazione della piazza o dei bar
è molto sporadica.
I dise, i 'a dit, dovarae esser cusita: è parte
della nostra cultura contadina che fa uno straordinario uso di una
sfuggente parlata
in terza persona. Siamo, inoltre, convinti che lasciare aperto uno spiraglio al
dubbio non è mormorare, ma dare occasione ad un contraddittorio. D'altra
parte, cosa avremmo dovuto fare: venire in Comune alla ricerca di un
riscontro obiettivo al "Così dicono di noi"? Abbiamo
troppo chiara la misura del nostro modesto ruolo, per simili pretese.
D'altra parte Lei ha ben compreso che la sola cosa che ci interessava era evidenziare il comportamento
contraddittorio tra il prima e il dopo, non certo l'aumento dell'ICI.
Infatti, abbiamo scritto: l'aumento è cosa modesta. La vignetta,
poi, che ora proponiamo ribadisce, da altra angolatura, questa
convinzione. Le considerazioni sopra le righe sono sempre uno
straordinario invito alla satira.
"La polemica" ,
infine, era un titolo forzato? Può darsi, ma se questo è un modo per
attirare, con buona educazione, l'attenzione di una città tanto distratta
come la nostra, crediamo che il bilancio sia comunque positivo: per chi
l'ha avviata, per chi ha replicato, per chi ne ha preso conoscenza.
Con mediatica cordialita. (emmepi) |