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Spettabile redazione,
anzitutto complimenti per la vostra opera meritoria e vivace. Sono un
sandonatese di 37 anni che da 24 vive tra Venezia e Treviso lavorando
nel non profit. La scomparsa del sindacalista Bruno Trentin mi ha
riportato alla memoria un vecchio rovello: come mai S.Donà -e più in
generale la cultura italiana nel suo complesso- fatica così tanto a
ricordare il padre Silvio Trentin? Perchè non è il cittadino illustre di cui tutti i sandonatesi
vanno orgogliosi? Penso difatti che l' essere stato un antifascista
azionista e non comunista, precursore
del pensiero federalista e vivo partecipe delle vicende locali, dovrebbe
costituire ottimo motivo per una sincera appropriazione da parte dei
suoi concittadini.
O conta il fatto che
il figlio Bruno, cigiellino, e
quindi inviso per decenni a buona parte della popolazione, getta un'ombra durevole sulla figura paterna, quasi per una damnatio memoriae
indiretta?Insomma, un mistero. Certo, resta il Centro ricerche di
Iesolo, ma altro ci vorrebbe: studi recenti, coinvolgimento delle
università, borse di studio, una giornata di commemorazione annuale e
non solo nei decennali ecc. Che ne pensate?
Cosa si puo' fare?
Parlando di S. Trentin con mio padre si è aperta, com'è naturale, la
valigia dei ricordi di quando abitava a S. Donà e, fra i mille
aneddoti, mons. Saretta veniva spesso a pranzo a casa dei miei nonni per
gustare la cucina di mia nonna e, dopo pranzo, gli ambiti sigari
Virginia. Vi rinnovo allora un' altra richiesta, già fattavi tempo fa e
restata senza esito: esistono libri sull' economia sandonatese del II
dopoguerra (il contesto in cui operava la fabbrica di mio nonno,la Rosca)?
Grazie e buon lavoro!
Piergiorgio Rossetto (Treviso) |
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Caro Rossetto, grazie per la lettera e i
quesiti che ci pone. Sull'oblio della cultura ufficiale per Silvio
Trentin fornisce
una risposta interessante il recente libro di
Giuseppe Toffolo (si firma: Anonimo Trevisano) "L'avvocato e il
monsignore", uscito per i tipi di Piazza Editore Treviso. Vi si parla
anche di Saretta, appunto il monsignore, mentre l'avvocato è Silvio
Trentin.
Per quanto riguarda i libri sull'economia sandonatese la nostra mancata
risposta fa il paio con la carenza di produzione libraria. A memoria
ricordiamo i libri di Bruno Anastasia che, tuttavia, esaminano lo
scenario del Veneto orientale, ma non entrano nella
storia delle singole
realtà produttive. E' un aspetto della carenza di memoria storica, anzi
del bisogno di conservare la memoria del passato, che caratterizza San Donà, la sua classe dirigente e buona parte dei suoi abitanti. Dietro
questo oblio non c'è una motivazione politica, basti pensare all'uguale
oblio che perseguita personalità come Celeste Bastianetto o Vittorio
Ronchi.
Infine Bruno Trentin. Per capire il padre, forse bisogna capire il
figlio, come ha indirettamente fatto Rina Gagliardi su "Liberazione": |
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Ma Bruno Trentin, illuminista agnostico e non credente
razionalista, può meritare, secondo la Chiesa, il Paradiso? Ha risposto
così il cardinal Silvestrini: quando un'anima si presenta davanti
all'Onnipotente, Dio non chiede qual è stata la tua professione di fede,
ti chiede piuttosto che cosa hai fatto, nella tua vita. Ti domanda se
hai dato da mangiare agli affamati, da bere agli assetati - se sei stato
d'aiuto per i "tuoi fratelli più piccoli", per gli ultimi della terra.
Sì, Bruno Trentin ha potuto rispondere a fronte alta, a questo esame,
dice il cardinal Silvestrini - merita il Paradiso, diciamo noi, se un
Paradiso ci fosse.
... ... ...
Possibile che la Chiesa cattolica, l'istituzione Chiesa, abbia saputo
celebrare un uomo come Trentin con cura ben maggiore, e ben maggiore
verità politica e umana, di quanto non abbia saputo o voluto fare il suo
sindacato? Possibile. Un lunedì pomeriggio, nel cuore di Roma, è
successo questo miracolo. |