Venezia o morte

Ai margini di un convegno

Domenica 12, assistendo al meritorio convegno promosso dal alcune associazioni sul nodo TAV, ho avuto la conferma che due vizi antichi non sono scomparsi. E' una considerazione a margine, quella che faccio. Nel merito della TAV mi trovo, infatti, sostanzialmente d'accordo con le cose dette dall'architetto Vittadini e, ancor più, dall'ingegner Pattaro. E allora?
E, allora, ho riportato la fastidiosa sensazione che noi si sia sempre ai margini della "Dominante", quella che nel 1600 per salvare la laguna di Burano dall'interramento, determinò la palude e la malaria tra il Sile a la Livenza.  
Stefano Boato, ci ha spiegato (no! ha affermato) che dobbiamo essere contrari alla TAV perché causa uno scempio a Venezia, un malaffare a Tessera, una catastrofe in laguna e via dicendo. E se, per assurdo,  una TAV che fa scalo all'aeroporto e poi corre parallela all'autostrada corrispondesse, invece, agli interessi del nostro territorio? Dovremmo dire di no ugualmente, perchè la Dominante viene prima di ogni altra cosa?
Il secondo aspetto, ma forse ho la pelle delicata, é il tono di superiorità intellettuale con il quale queste cose vengono dette, perché é a Venezia che ci sarebbe la vera politica, i veri politici, le teste pensanti. Non é così, non é mai stato così (per fortuna!). A Venezia c'é solo un palcoscenico più grande, ma anche a Venezia, come in ogni altro posto, le recite possono avere successo od ottenere un sonoro fiasco.
(emmepi)

prima pagina / dicembre 2010