Fascia o bandiera, poco cambia.

D'AMORE E D'ACCORDO (CON LA FASCIA TRICOLORE AL PETTO)

Non può essere che così, a San Donà, tra La Lega e il Popolo della Libertà se i soli MALUMORI (così scrive la stampa locale) che emergono riguardano chi, come e quando deve indossare, in assenza del Sindaco, la fascia tricolore alle manifestazioni.
Una puttanata, vien da dire. Non la fascia, ovviamente, ma la disputa, eppure la cosa potrebbe essere il sintomo di altro.
Come la mancanza di coraggio, della forza o della capacità di esprimere il proprio malumore (leggi dissenso) con il Sindaco su questioni ancora aperte e di ben diverso peso. Oppure che si pensa che indossare la fascia tricolore sia un modo per accreditarsi come successore della Zaccariotto. Oppure, semplicemente, che non si ha il senso della misura.  Siamo pur sempre a San Donà.

FRATELLI D'ITALIA
"La proposta di suonare l'Inno di Mameli prima dei Consigli Comunali è priva di senso." dicono quelli della Lega. Ed hanno ragione, ma allora perchè in tanti comuni del Veneto Orientale il PDL si è messo in  testa di portare avanti questa proposta, sino a farne quasi una bandiera? Non tricolore, però, ma di parte?
A pensare male non si sbaglia, dice un vecchio adagio sempre di moda in politica, e viene perciò da pensare che sia per uno spirito di rivalsa da parte di un partito che credeva di avere tante amministrazioni comunali in mano e si accorge, invece, che chi decide, fa e disfa é solo e solamente la Lega. Questa presa di posizione, però, é di per sé innocua, non manda in crisi una amministrazione comunale, cosa che invece potrebbe accadere se si mettessero in luce le altre distinzioni: sulla politica urbanistica, sul sociale, sulla sanità, magari sul personale e altro ancora.
Nel PDL c'é una gran voglia di farla pagare alla Lega, di vederla costretta almeno una volta a rimangiarsi le proprie posizioni.
La Lega, per contro, è prigioniera delle proprie bestialità, di quando diceva (e forse pensava) che con il tricolore ci si può pulire il culo e oggi non é in grado di fare la sola cosa che potrebbe svuotare questo braccio di ferro: suonare l'inno di Mameli. Dopo un paio di volte, nessuno si sognerebbe più di chiederne l'esecuzione.  (mp)

prima pagina / ottobre 2010