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Fior da fiore |

Le dichiarazioni di F.Z. sono di sicuro interesse, come il pensiero che le attribuisce
l'autrice che scrive:
«...Francesca emana un calore umano che mi affascina.” (pag. 78). Vediamone alcune, richiamando nella più parte dei casi una vignetta o un articolo presenti nel nostro archivio. |
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Nel
libro di Cristina Giudici:
"LEGHISTE, Pioniere di una nuova politica"
di Cristina Giudici, Marsilio editore, c'è a pieno titolo (anzi due
titoli: Sindaco e Presidente della Provincia) anche Francesca
Zaccariotto.
Scrive l'autrice: "Ho
passato due giorni con
Francesca Zaccariotto,
presidente della Provincia di Venezia e Sindaco di San Donà di Piave,
che nella sua città ha messo più fiori che telecamere.” (pag. 12) e
ancora: "…una faticosa gavetta durata quindici anni, passata anche a
combattere contro uomini del suo partito che l’hanno ostacolata con modi
e metodi così violenti che avrebbero scoraggiato qualsiasi donna.”
(pag. 78) |
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Iniziamo, dunque, dal nostro archivio
(2003,
"la resistibile ascesa") e da una frase, a pag. 78, che é come una scultura. |
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“Possiamo
parlarne per ore ma se dico sì è sì, e se dico no è no,
capio?».
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"...
ha
vinto (...) una partita a poker con Gianfranco Marcon, che
da padrino politico s'è trasformato nel suo acerrimo nemico..." (pag.
80, C.G.) |
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"... gli avversari
di Francesca hanno divulgato un simpatico pettegolezzo. E cioè che,
quando si è insediata in provincia, ha fatto una scenata perché nel suo
ufficio non c'erano fiori freschi, ma solo piante finte..." (pag. 80, C.G.) |
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«Ecco
qua, queste sono tutte le nomine che devo fare in provincia. Non ho
avuto il tempo di costruire una squadra mia e non ho potuto neanche
scegliere un autista.
Devo firmare decreti per nominare persone che non
conosco. E se poi mi trovo degli ebeti che faccio? Dopo è troppo tardi.
lo vorrei scegliere persone secondo una logica che porti al cambiamento,
a un diverso modo di amministrare, più trasparente, più produttivo, ma
sono circondata da ... va be', lasciamo stare» (pag. 79) |
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"...Ed
è anche per i soldi spesi per i fiori che i suoi detrattori di San Donà,
poi espulsi dalla Lega, hanno costituito una lista civica che si
chiamava Forza San Donà, basta sprechi."
(pag. 81, C.G.) |
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"(2005)... Finché lei
ha mandato a casa due assessori, perché ha avuto
il fiuto di capire chi fosse il mandante e chi invece il sicario (...)
Francesca fa nomi e cognomi, entra nei dettagli, anche sgradevoli, e se
ne frega della reputazione del suo partito, anzi."
(pag. 84, C.G.) |
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«Trovare professionisti bravi è
difficile, allora bisognerebbe almeno puntare sulla fedeltà…” (pag. 79)
COME UNA VOLTA? |
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"a Venezia
(…) Francesca si fa più diffidente, più
silenziosa, più vigile. Controlla tutto, verifica ogni passo fatto dai
suoi collaboratori, non si fida, o quasi, di nessuno. Tranne, forse, che
del suo braccio destro, Fabio Turchetto. Che spesso entra in scena per
sostenere decisioni che lei ha già preso." (pag. 85, C.G.) |
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"Sbarchiamo
a Ca' Corner (...) L'atmosfera cambia. «Francesca è diventata una dea»,
mi dicono alcuni dei suoi ammiratori leghisti..." (pag.86. C.G.) |
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“La
politica mi ha lasciato sola» (pag. 85) |
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Scusi gentile Sindaco e
Presidente, dalle sue dichiarazioni o da quello che ha scritto Cristina
Giudici, appare chiaro che per lei vale il detto: meglio soli che male
accompagnati dalla politica (anzi dai politici di Lega e della Casa
della Libertà)
(emmepi) |