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Si sente dire, da tempo, di
un clima non propriamente idilliaco all'interno della benemerita Accademia d'Arte Vittorio Marusso.
Si sente dire di un Adriano Pavan dimissionario o messo in condizione di
dimettersi.
Si sente dire di uno stato di amarezza per un lavoro iniziato quando qualcuno non era
ancora nato.
D'altra parte é anche difficile convincersi che la propria vita
non può essere perennemente un
cantiere
aperto. Non può mai essere così, per tutte le cose della
vita.
Quello che conta è che, chiuso il cantiere, restino le opere. Sul
ricordo come sui riconoscimenti é, invece, più difficile far conto.
(emmepi) |