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La mostra propone 53 vignette tra le molte comparse sulle pagine del
periodico “Sandonàdomani” tra il 1984 ed il 1994, cioè
dall’inizio alla fine delle pubblicazioni. Le vignette, come le stesse
foto, erano parte integrante della linea “editoriale”, frutto della
discussione in redazione; accadeva, cioè, che talora si decidesse
persino di affidare il commento di un fatto alla vignetta, anziché
stendere un articolo. E’ questo il motivo che consegna alle vignette la
possibilità di aiutare a conoscere alcuni aspetti della storia della
città. Da un punto di vista grafico, si possono distinguere due periodi.
Nel primo il tratto fu opera dapprima di Lanfranco Boem e poi di un
“Don” amico; nel secondo periodo si fece, invece, ricorso a disegni
ricavati da altre riviste. I temi erano quelli propri della satira: il
potere, la politica, il costume, gli avvenimento che tenevano banco.
Ogni vignetta viene ora proposta con un commento che mira a
contestualizzarne il messaggio. Spesso le vignette erano pungenti e non
sempre furono ben accolte, ma quello che guidava “Sandonàdomani”
era la convinzione che una Città incapace di sorridere di se stessa non
è una città educata, ma solo una città che non si conosce e non sa di
chi e di cosa sorridere.
(emmepi) |